La Sagra di Masaccio, manifesto del Rinascimento

Ringrazio Divo Savelli per averci permesso la pubblicazione della sua ricerca sulla “Sagra” perduta di Masaccio, al Carmine.

E’ sicuramente il dipinto (oggi scomparso) a cui fecero riferimento i pittori fiorentini che vennero dopo, come il Ghirlandaio e il nostro Cosimo.

Paolo Pianigiani


Ricerche d'arte di Divo Savelli

Il 19 Aprile del 1422, Domenica in Albis, di mattina, la piazza del Carmine a Firenze fu lo scenario di una manifestazione solenne. Vi si svolse la processione per la Consacrazione della chiesa conventuale i cui lavori d costruzione avevano preso avvio molto tempo prima, nell’anno 1268. La grande chiesa, allora come ora a navata unica, aveva una facciata disadorna ed anche in questo caso niente è cambiato da allora. Non aveva avuto infatti esito l’offerta della famiglia Ardinghelli di occuparsi della sua decorazione. Problemi economici avevano imposto loro l’abbandono dell’iniziativa. L’interno invece era molto decorato, con affreschi, tavole, arredi sacri. Tutta questa ricchezza di arte e di devozione sarebbe andata distrutta, ad eccezione delle cappelle del presbiterio, nel disastroso incendio del 1771 quando prese fuoco il tetto con capriate in legno coperto dalla nuova volta in costruzione che crollò, tra le fiamme, nella navata.

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